Lego

La storia di Enrico Balestra e delle rampe di lego

Non vi raccontiamo quello che facciamo, vi raccontiamo una storia.
A settembre 2020 Enrico Balestra – giovane nello spettro autistico – si presenta con un Super Mario fatto di lego dal suo capo in cooperativa e gli dice che ama i mattoncini. Dopo due giorni il suo capo – che aveva i lego in tsta – vede la notizia di una nonna tedesca – Rita Ebel – rimasta in sedia a rotelle dopo un incidente che realizzare rampe di lego colorate per abbattere le piccole barriere architettoniche. Rita fornisce ai Talents le istruzioni per le rampe, Enrico inizia a realizzarle.

Dopo sei rampe, nell’estate del 2022, i Talents incontrano il campione paralimpico di handbike Damiano Marini che si innamora del progetto e inizia a promuoverlo. La storia delle rampe di lego inizia a girare: scuole, eventi, Roma, Bruxelles, Milano.

Enrico inizia a realizzare rampe per i Comuni, per il Teatro Verdi di Padova, per la Casa degli Artisti di Milano. Racconta il progetto a Roma, insieme ai suoi colleghi, e porta una rampa in Senato, a Palazzo Madama.
Da settembre inizia a realizzare le rampe in laboratori con le scuole: bambine e bambini, ragazze e ragazzi delle elementari e delle medie smistano i mattoncini e lo aiutano a costruire le rampe. Il messaggio di inclusione passa in maniera potente.
A maggio 2024 – grazie a una collaborazione con una società di team building – ha guidato il suo primo team building a base di rampe di lego.

I laboratori nelle scuole e nei centri estivi

Piccole e piccoli hanno fatto l’esperienza della rampa, toccandola con mani e piedi, e poi si dà libero sfogo alla creatività. Persone con diversissime abilità si incontrano in un gioco universale e nella condivisione di un obiettivo sociale.
Enrico coinvolge nella sua dimensione, essenziale e magica: racconta la sua storia e il contesto in cui ha sviluppato la sua passione, ringrazia Rita Ebel che dalla Germania continua a ispirarlo, spiega il progetto delle rampe inclusive, ribadisce che «da un grande potere deriva una grande responsabilità» e poi si fa aiutare a smistare i mattoncini. Gli e le aiutanti mettono da parte i pezzi che servono per le rampe, gli altri diventano la materia prima per la creatività di ognuno/a. È un laboratorio, ma allo stesso tempo è un rito, un’immersione, un’esperienza. La storia di Enrico che si lega ad altre storie.

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Le nostre rampe in giro per l'Italia

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Rampe di lego

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mattoncini di lego

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Comunicazione

I Talents lavorano all’interno delle cooperative del programma di inserimento lavorativo di persone con disabilità Habile e qui – in un mix di passioni, creatività e professionalità – svolgono lavori di comunicazione per diversi clienti: il progetto Habile stesso, le cooperative Riesco, L’Iride (per la campagna del 5×1000) ed Emmanuel, associazioni culturali e di volontariato, il distretto del commercio di Piove di Sacco “Piove di Shopping”. Seguono i social, creano grafiche e reel, il tutto in collaborazione anche con il loro testimonial, Damiano Marini, con i suoi 15 mila follower su Instagram.

Sempre più realtà decidono di affidarsi al loro lavoro per attività di comunicazione. È grazie a questa fiducia che i Talents riescono a crescere professionalmente.
Nell’ambito del progetto HAB – sostenuto dalla Fondazione Cariparo – hanno realizzato una guida in simboli di Comunicazione Aumentativa Alternativa delle bellezze storiche e artistiche di Padova.
I Musei dell’Università di Padova li hanno ingaggiato nell’ambito del progetto More Than Words: i Talents hanno visitato i Musei, hanno realizzato il videoracconto dell’esperienza (vai al nostro canale YouTube) e stanno completando le guide in simboli di CAA dei Musei.

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Scommetti sulla nostra comunicazione inclusiva

Se sei un’associazione o un’azienda e vuoi affidare attività di comunicazione ai Talents scrivici! Ti supporteremo tramite il nostro programma di inserimento lavorativo di persone con disabilità Habile e ti porteremo a scoprire anche le opportunità (articolo 14 – commessa equivalente) di collaborare con una cooperativa sociale.

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Data entry

Offriamo un servizio di inserimento dati (data entry) eseguito da ragazzi nello spettro autistico, che unisce qualità, precisione e impatto sociale.
La nostra missione è fornire un servizio efficiente e – allo stesso tempo – promuovere l’inclusione lavorativa dei Talents valorizzando le loro capacità: attenzione ai dettagli, costanza e precisione, tutte competenze fondamentali per il data entry. Al netto della loro vocazione umanistica, artistica e giocosa, hanno saputo dimostrare la capacità di mantenere routine e processi.

Il team è costantemente supportato dai/dalle Tutor di Habile per assicurare la corretta esecuzione del lavoro e risolvere eventuali difficoltà.
Per le aziende può essere un’opportunità collaborare con un servizio che favorisce l’inclusione sociale è un punto di forza per la reputazione aziendale, poiché dimostra impegno verso la diversità e l’inclusione. Il servizio può essere adattato alle specifiche esigenze del cliente, sia in termini di volume che di modalità operative.

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Arte

Ludovico Lancia ha frequentato l’Istituto d’Arte Selvatico di Padova. Ha disegnato la copertina del suo libro, “Jack e gli amici”. Nel 2024 ha incontrato due tirocinanti, Sarah Parodi e Addam Orlandin. Con Sarah ha condiviso la passione per i gatti e Addam ha messo a disposizione la sua abilità nella grafica e nei social. Ludo con Sarah ha immaginato decine di varianti originali dei gatti di un videogioco amato dal nostro talento Asperger, ovvero Battle Cat. I gatti di Ludo hanno iniziato a colorare di fantasia le pareti e Addam ci ha creato una pagina Instagram dall’alto tasso di simpatia.

Alessandro Padrin – @Bluepandora02 – ha sempre amato disegnare. Una sua dimensione, privata. A febbraio del 2022 ha conosciuto in cooperativa un designer di moda (Stefano Franceschini) e ha imparato ad usare un programma per il disegno digitale su tablet. Un mese ha incrociato una tirocinante – Fabiana lannone – che lo ha iniziato al linguaggio inclusivo e ad Instagram, è nato @bluepandora02. Disegnando ha cominciato a trovare il suo stile. Poi un tipografo-editore – Andrea Bizzotto – gli ha proposto di stampare le sue opere su cartone riciclato. Le opere sono piaciute e le ha presentate in un circolo ARCI studentesco e ad Arcella Bella, a Padova. Poche settimane dopo – grazie a un’intuizione di Elena Rubin – ha esposto nel contesto della festa patronale di uno dei borghi più belli d’Italia, a Cassinetta di Lugagnano, vicino a Milano. Poco dopo, una personale a Palazzo Maestri a Selvazzano Dentro (PD), poi con il pittore Guido Chinello nel contesto dei Colli Euganei, dall’8 gennaio al 3 febbraio 2025 al Pedrocchi di Padova. Qui puoi scaricare il percorso artistico raccontato da Alessandro.

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Libri

Jack e gli amici

di Ludovico Lancia

Cleup, 2019

La Sindrome di Asperger narrata con un racconto fantastico.

I personaggi della storia e le difficoltà che devono affrontare sono la rappresentazione delle sfide che l’autore vive nel quotidiano.Attraverso le parole, le azioni dell’eroe e dei suoi amici viene data forma al mondo interno dell’autore: vissuti che faticherebbe ad esternare nel dialogo diretto.
Un racconto che risulta piacevole ed avvincente da un lato; dall’altro semplice e fruibile anche da parte di chi ha delle difficoltà, grazie ai facilitatori che rendono più semplice la comprensione degli stati d’animo dei protagonisti e delle informazioni solitamente lasciate implicite in un racconto tout court.
L’introduzione curata dagli esperti permette a chi non è mai entrato in contatto con la Sindrome di Asperger di avere delle informazioni rispetto alle caratteristiche che la contraddistinguono e a chi è del settore anche di poter conoscere i percorsi di presa in carico efficaci.

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Kairòs

ispirato a Nicola Barzon

Brenta Piave Edizioni, 2022

Una graphic novel sull’inclusione

“Kairòs” nasce dall’incontro fra il disegnatore di moda Stefano Franceschini, i Talents e il progetto Habile. Un incontro nato da un desiderio, quello di intrecciare il massimo della bellezza e dello stile, il fashion e il trendy, con una dimensione che spesso viene considerata “scarto”: quella della diversità, della disabilità, della fragilità.
Il designer ha passato alcuni mesi nel laboratorio dei Talents che seguono la comunicazione del network di cooperative sociali in cui viene attuato il programma Habile per l’inserimento lavorativo di persone con disabilità.  Rimanendo in ascolto dei luoghi dell’inclusione ed esplorando le potenzialità delle persone, Franceschini ha raccontato Habile con una storia accessibile e comprensibile. Una storia segnata da una svolta e che cerca di trasmettere la possibilità di far incontrare lavoro e disabilità. Una storia ispirata alle “avventure” – come le chiami lui – di Nicola Barzon.

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Anche io so stare al mondo

di Enrico Ortile

Brenta Piave Edizioni, 2023

Lo sguardo di Enrico Ortile che si alza la mattina e va avanti.

I personaggi della storia e le difficoltà che devono affrontare sono la rappresentazione delle sfide che l’autore vive nel quotidiano.Attraverso le parole, le azioni dell’eroe e dei suoi amici viene data forma al mondo interno dell’autore: vissuti che faticherebbe ad esternare nel dialogo diretto.
Un racconto che risulta piacevole ed avvincente da un lato; dall’altro semplice e fruibile anche da parte di chi ha delle difficoltà, grazie ai facilitatori che rendono più semplice la comprensione degli stati d’animo dei protagonisti e delle informazioni solitamente lasciate implicite in un racconto tout court.
L’introduzione curata dagli esperti permette a chi non è mai entrato in contatto con la Sindrome di Asperger di avere delle informazioni rispetto alle caratteristiche che la contraddistinguono e a chi è del settore anche di poter conoscere i percorsi di presa in carico efficaci.

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L'immaginazione ritrovata

di Alessandro Padrin

Brenta Piave Edizioni, 2024

Era il 18 dicembre 2023, era sera (dalla postfazione del libro a cura di Sebastiano Rizzardi)

Avevamo appena concluso un evento dei Talents a Cittadella, in provincia di Padova. C’era un po’ di confusione, brusìo, considerazioni sulle cose dette, suggestioni e pensieri, baci e abbracci, auguri di Natale. Alessandro Padrin – in arte @bluepandora02 – mi avvicinò, in un misto di titubanza e decisione, imbarazzo e necessità: «Ho trovato la chiave per aprire il baule della mia immaginazione». E poi filò via, senza aggiungere una parola. «Sticazzi», mi dissi. Avevo sentito che mi stava dicendo qualcosa di importante e – allo stesso tempo – ero spiazzato: come al solito Alessandro arrivava furtivo – sicut fur in nocte – con la sua frase definitiva, come fosse una performance dadaista. E – del resto – che doveva fare? Chiedere un appuntamento? Convocare una conferenza stampa per annunciare il ritrovamento della «chiave» della sua immaginazione?
Nei giorni successivi lo osservai. Alessandro era coerente e conseguente: aveva iniziato a scrivere, con determinazione e disciplina. Perché questa è la scrittura: fatica del pensiero, costanza, ordine. E cosa scriveva? Semplicemente «tutto». Aveva iniziato un viaggio e andava a riprendersi i pensieri della sua infanzia e della sua adolescenza, dall’asilo alle superiori fino al suo percorso in cooperativa sociale, un universo di immagini e colori, sensazioni e dubbi, rabbie e timori. Stava svuotando la sua memoria, il suo modo di pensare. E anche di proteggersi, di trovare luoghi in cui mettere la testa mentre attorno si muoveva un mondo a lui talora incomprensibile, ostile, stancante, alieno. Un mondo a cui avrebbe spesso voluto dire: «Un attimo, fermate la giostra, io scendo»

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Dalla fragilità nascono storie possibili, belle, interessanti.

Nascono opere concrete, che impattano sulla società, rendendola più inclusiva e sostenibile.

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